Dieci ore per trovare un accordo sulle strategie, i tempi e le parole per spiegarli. Dopo una riunione fiume durata tutta la notte, il gabinetto di sicurezza di Benjamin Netanyahu ha votato, all’alba di ieri, l’approvazione di un piano per la presa totale di Gaza City, nonostante siano giorni che i generali dell’esercito — primo tra tutti il capo di stato maggiore Eyal Zamir — critichino duramente lo schema: si tema per la vita degli ostaggi e per la situazione umanitaria di Gaza. La dichiarazione ufficiale è arrivata alle 5 del mattino. Nel comunicato si leggono chiari i cinque punti — chiamati «principi» -— del progetto che dovrebbe portare alla vittoria totale: il disarmo di Hamas; il ritorno dei cinquanta ostaggi rimasti (20 si ritiene siano ancora vivi); la smilitarizzazione della Striscia; il controllo israeliano sulla sicurezza di Gaza; la creazione di un governo arabo che non preveda Hamas o l’Autorità Nazionale Palestinese.