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Ultimo aggiornamento: 10:00

Dopo una riunione durata oltre 10 ore e non priva di tensioni, alle 3.30 del mattino, il gabinetto di sicurezza ha approvato il piano del premier israeliano Benjamin Netanyahu di prendere il controllo militare di Gaza City. L’operazione richiederà l’evacuazione di circa un milione di abitanti palestinesi verso i campi profughi centrali entro il 7 ottobre. Secondo l’ufficio stampa del primo ministro, il piano è stato approvato “a maggioranza” e prevede la garanzia di “assistenza umanitaria per la popolazione civile fuori dalle zone di combattimento” e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza con “il controllo della sicurezza da parte di Israele”. Una volta terminato il conflitto, il territorio sarà governato da “un’amministrazione civile alternativa, né Hamas né l’Autorità palestinese”, ma un’autorità araba in accordo con Tel Aviv. Sempre secondo l’ufficio di Netanyahu la maggioranza assoluta dei ministri del gabinetto ha ritenuto che il piano alternativo presentato non avrebbe portato né alla sconfitta di Hamas, né al ritorno degli ostaggi: sono ancora 50 quelli dentro l’enclave, di cui 20 ancora vivi.

“L’operazione che l’Idf preparerà riguarda solo Gaza City – ha sottolineato un alto funzionario israeliano – l’obiettivo è evacuare tutti i residenti della città verso i campi profughi centrali e altre aree entro il 7 ottobre 2025 (data del secondo anniversario del massacro di Hamas nel sud di Israele). Verrà imposto un assedio ai terroristi rimasti nella zona e nel frattempo l’esercito manovrerà dentro la città”.