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L’esercito attende solo il via libera del premier Benjamin Netanyahu. Il piano per occupare Gaza è pronto. I 60mila riservisti richiamati sono pronti a entrare in servizio il 2 settembre. Le forze di difesa israeliane hanno annunciato anche la creazione di un nuovo battaglione di genieri, il 607esimo Battaglione "Mapatz", interno alla Brigata Givati e già impiegato a Jabaliya. Il capo di stato maggiore, il generale Eyal Zamir, ieri ha visitato le truppe nella Striscia e ha ribadito il «massimo impegno» per questa guerra su più fronti che ha l’epicentro proprio nella città che attende l’invasione. E le Israel defense forces hanno iniziato ormai da giorni ad avanzare nelle zone periferiche di Gaza, quelle che da tempo sono per lo più disabitate, facendo scattare l’accerchiamento. Zamir non vuole passi falsi. Sa che l’occupazione della città può diventare una trappola per le sue truppe. E l’ordine è quello di fare in modo che i militari che entreranno a Gaza siano esposti il meno possibile alle imboscate di Hamas o del Jihad islamico palestinese. Un obiettivo che passa inevitabilmente per la demolizione di tutti gli edifici. L’intelligence e le forze armate sanno che ogni palazzo, anche semidistrutto, può essere un pericolo. I miliziani possono nascondersi ovunque. Cecchini e unità anticarro conoscono perfettamente la città, i vicoli e gli edifici. E gli accessi ai tunnel sono potenzialmente in qualsiasi struttura. Per questo motivo, l’Idf ha immaginato per Gaza un’imponente campagna di demolizione. L’esercito israeliano vuole livellare tutta la città, trasformando il campo di battaglia in una distesa di macerie dove nascondersi diventerebbe quasi impossibile.