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5 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:01
Dopo tanti mesi di attesa, lunedì 4 agosto è arrivata la risposta del Ministero della Salute sui trattamenti per i percorsi di affermazione di genere delle persone più giovani. Lo sapevamo tutti e tutte che questo momento sarebbe arrivato, ma sappiamo anche bene che spesso l’approccio generale è quello di aspettare gli eventi. Crolla un ponte e poi si dice che già si sapeva, succede l’ennesimo incidente e si dice che sì quella curva va sistemata, scende l’ennesima frana sulle case delle persone e sì, l’invaso di contenimento era pieno e andava svuotato. La maggior parte delle persone sono prese da duemila cose e finché una cosa non si fa urgente si aspetta. E così lunedì sera è arrivata la batosta di un ddl che si sapeva che non avrebbe potuto essere differente, ma contro il quale si è fatto effettivamente poco.
Adesso non c’è più tempo per aspettare che qualcosa si risolva da sé, perché quello che scrive questa proposta di legge è una condanna a morte per tantissime giovani persone. Da madre di una giovane ragazza transgender non so che cosa sarebbe successo a mia figlia se non avesse potuto avere accesso ai trattamenti per il suo percorso di vita al momento giusto. Sicuramente non sarebbe la ragazza felice e serena che è oggi.













