Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 7:35

È iniziata da qualche giorno ormai la discussione sul ddl Disforia, che vorrebbe introdurre nuove restrizioni sull’uso dei farmaci per i percorsi di affermazione di genere per le persone più giovani. In pratica vorrebbe vietarli ma senza dirlo o farlo in maniera esplicita, poiché di fatto vietarli non può. Certo è che introducendo una serie infinita e disumana di restrizioni dovute a ideologie – le loro – che privano della dignità umana persone che hanno solo diritto alla vita, finirebbe per ottenere lo stesso risultato di un divieto, divieto che almeno dalla sua avrebbe l’assunzione di responsabilità. Invece in questo caso dobbiamo anche, secondo loro, ringraziare perché “pensano ai bambini”.

Noi famiglie di giovani persone transgender, firmatarie già della lettera inviata ad agosto contro questo provvedimento, continuiamo a portare una voce unita: quella di chi ha visto la serenità dei propri figli e delle proprie figlie rinascere grazie alla triptorelina, il farmaco che sospende la pubertà e che evita quindi lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie. Noi siamo con i nostri figli e con le nostre figlie e non smetteremo mai di combattere.