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14 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 7:49

In piena estate, mentre il Parlamento si ferma e il Paese rallenta, il centrodestra accelera sulla battaglia contro la cosiddetta “ideologia gender” a scuola. In commissione Cultura corrono tre progetti di legge paralleli – quello del ministro Giuseppe Valditara, quello del leghista Rossano Sasso e quello di Alessandro Amorese di Fratelli d’Italia – destinati a fondersi in un testo unico. Il percorso è lampo: audizioni concentrate tra luglio e agosto, memorie scritte al posto degli interventi, più spazio alle sigle vicine al mondo di Pro-Vita & Famiglia che agli esperti indipendenti. “Questa destra ideologica procede a tappe forzate, ignorando altre urgenze, pur di blindare un impianto ideologico e arrivare pronta all’autunno”, attaccano le opposizioni.

Il cuore della riforma è nel ddl Valditara, già anticipato a fine giugno, che introduce il cosiddetto “consenso informato” preventivo e scritto delle famiglie per qualunque attività che tocchi temi di affettività, sessualità, identità o corpo. Il testo prevede sette giorni di preavviso con programma dettagliato, materiale didattico e nomi dei relatori, e impone che gli studenti senza autorizzazione seguano attività alternative. Un vero e proprio potere di veto, che secondo i critici rischia di bloccare qualsiasi contenuto “non in linea” con i valori delle famiglie. Inoltre viene vietata ogni educazione sessuale nella scuola dell’infanzia e primaria. Gli esperti esterni potranno entrare solo con doppia approvazione di collegio docenti e consiglio d’istituto. “Serve trasparenza, non imposizione culturale”, afferma Valditara.