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25 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:16
L’educazione sessuale nelle scuole rischia di diventare opzionale, come l’insegnamento della religione cattolica: nessun docente potrà più parlarne liberamente in classe. Lo prevede un disegno di legge d’iniziativa del ministro leghista dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che obbliga gli istituti a chiedere il consenso informato preventivo in forma scritta alle famiglie per svolgere attività extracurricolari o ampliamenti dell’offerta formativa su temi attinenti all’ambito sessuale. Attività che invece saranno tassativamente escluse alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria. Il testo – di soli tre articoli – è già incardinato in Commissione alla Camera e sembra destinato a diventare l’ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, ma anche a dividere il mondo della scuola.
In pratica, se dovesse essere approvato il ddl, ogni istituto dovrà, entro sette giorni dall’attività prevista, chiedere una sorta di autorizzazione ai genitori con specificate le finalità, gli obiettivi educativi e formativi, i contenuti, gli argomenti, i temi e le modalità di svolgimento della lezione, oltre che l’eventuale presenza di esperti esterni o di rappresentanti di enti o di associazioni a vario titolo coinvolti. Se lo studente non otterrà al via libera dai genitori non potrà partecipare e la scuola gli garantirà “la fruizione di attività formative alternative”. Non solo: i professori non saranno più liberi di invitare chi vogliono a parlare agli studenti, ma la scelta dei criteri sarà affidata al collegio docenti e al Consiglio d’istituto.






