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21 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:50
La scuola in questi decenni è profondamente cambiata. Uno di questi cambiamenti è rappresentato dall’allargamento del suo perimetro di azione educativa. Alle vecchie materie se ne sono aggiunte di nuove che hanno spesso preso il nome di “educazione a…”. Per cui, oggi, a scuola abbiamo ore di educazione alla salute, all’educazione alimentare, all’educazione stradale, all’educazione civica e così via, a seconda delle scelte del Consiglio di Istituto. In genere questi percorsi educativi entrano, ma è piuttosto raro che escano. Una nuova entrata è l’educazione finanziaria e invece sta per uscire, per volontà governativa, una delle prime entrate, l’educazione sessuale, che sarebbe meglio etichettare come educazione all’affettività. È quanto prevede un emendamento della Lega approvato in Commissione Cultura alla Camera, secondo cui l’educazione sessuale e affettiva sarà ammessa soltanto alle superiori, e con il consenso dei genitori.
Da studioso delle politiche scolastiche, ma prima ancora da genitore, credo che la scelta del ministro Valditara, cioè di escludere la primaria e il primo gradino della secondaria, sia profondamente sbagliata perché intrisa di un’ideologia autoritaria e oscurantista molto dannosa, che pensavo francamente superata. Scelta autoritaria perché il ministro va contro ogni principio di autonomia scolastica, la grande conquista delle scuole negli ultimi decenni. Anche i non addetti ai lavori sanno che tutte le iniziative educative, educazione sessuale inclusa, devono essere approvate e finanziate dal Consiglio di Istituto, il parlamentino della scuola. Decidendo dall’alto, il ministro ha scavalcato in maniera illegittima docenti, famiglie e studenti con un evidente abuso di potere.








