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Ultimo aggiornamento: 7:40

Ancora una volta un tema così delicato come l’educazione sessuale affettiva si è ridotto ad un dibattito da talk show che vede da una parte la Lega e gli ossessionati dalla fantomatica teoria gender portata avanti da presunti insegnanti comunisti presenti nelle scuole (non so dove li vedano), mentre dall’altra quelli che ritengono che la scuola abbia gli strumenti per educare tutti a tutto con insegnanti formati, preparati, professionisti della sessuologia, dell’intercultura, dell’inclusione, della letteratura, dell’Ai, dell’autismo, della dislessia, della privacy, della sicurezza e chi più ne ha più ne metta. Non solo. Spesso quest’ultimi sono anche quelli persuasi del fatto che i genitori debbano starsene fuori dalle aule.

Risultato? Un Disegno di Legge propagandistico, di parte, che tiene conto di tutti ma non dei bambini. Anziché pensare a come educare i bambini alla sessualità e all’affettività mettendo in campo risorse per formare i docenti o scegliendo con quali enti collaborare per far entrare in aula degli esperti che siano capaci di parlare di questi temi con i più piccoli senza condizionarli in nessun modo, il governo ha scelto – come sempre – la strada più corta e meno complessa: il divieto.