Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 7:22

Esistono due elementi che vengono completamente ignorati nel dibattito quotidiano sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e che invece, nella loro assoluta concretezza, molto poco ideologica e molto poco astratta, sono i punti centrali: sono il tempo e la disparità di trattamento.

Perché il tempo? Perché mentre rimandiamo per non turbare i bambini, per non rubare loro l’innocenza, per non indirizzarli, esiste qualcun altro che contemporaneamente lo fa in vece nostra e in assenza totale di controllo.

Da una parte diciamo alle scuole: attenzione, serve un’autorizzazione per parlare di corpo, desiderio, emozioni, relazioni, consenso, pornografia, violenza di genere. Dall’altra parte, però, i ragazzi vivono tutto questo da soli, online, senza adulti, senza filtri, senza una guida. E quando né la scuola né la famiglia riescono a dare risposte, chi riempie quel vuoto?