Il semestre più nero. La prima metà del 2025 si può definire a buon diritto il periodo più critico dell’ultimo decennio per l’industria automobilistica europea. Crollo pandemico del 2020 a parte. I dati finanziari pubblicati nei giorni scorsi dai produttori del continente hanno fotografato un momento di straordinaria difficoltà: la somma algebrica dice utili netti azzerati, mentre nello stesso periodo del 2024 (si veda infografica in pagina) i profitti avevano chiuso a quota 31,4 miliardi. E poi, margini sempre più sotto pressione e domanda strutturalmente debole.

Le immatricolazioni nell’Unione Europea hanno subito una contrazione dell’1,9% nei primi sei mesi del 2025, totalizzando 5,5 milioni di unità. Ma, dato decisamente più significativo, il mercato resta circa il 20% sotto i livelli pre-pandemia (2019), chiaro segno di una stagnazione che va oltre la congiuntura. E le previsioni fino al 2030 non segnalano un cambio di passo.

Il tracollo della redditività

I risultati del secondo trimestre e del primo semestre fotografano un settore in affanno generalizzato. Il Gruppo Volkswagen ha subito un crollo (-33%) del risultato operativo a 6,7 miliardi di euro, anche se i ricavi sono stabili a 158 miliardi. Il colosso di Wolfsburg ha rivisto al ribasso le sue previsioni per l’anno, valutando l’impatto dei dazi imposti dall’Amministrazione Usa e delle tensioni geopolitiche sulla redditività.