Un anno vissuto nella penombra per i profitti delle aziende europee e italiane, che rimangono lontano dai riflettori puntati tutti ormai da tempo sulle star di Wall street e in particolare sul settore tecnologico, ma sono anche pronte a prendersi la rivincita nei dodici mesi che ci attendono. La conferma arriverà con tutta probabilità dalla stagione delle trimestrali, pronta a entrare nel vivo la prossima settimana anche su questa sponda dell’Atlantico e nel nostro Paese. I dati sul quarto trimestre concluderanno un 2025 nel corso del quale le società che compongono l’indice Stoxx 600 paneuropeo hanno limato il monte utili dell’1% rispetto all’esercizio precedente a 741,8 miliardi di euro, secondo previsioni più aggiornate raccolte fra gli analisti da Lseg I/B/E/S.

Le difficoltà del 2025

L’incertezza sui dazi, il vento contrario del mini-dollaro e soprattutto un motore della crescita che ha battuto in testa lungo tutto l’anno sono di sicuro i fattori principali che hanno condizionato la redditività per le imprese europee, segnando ancora una volta la differenza rispetto agli Stati Uniti. Alcuni di questi elementi frenanti potrebbero tuttavia dissolversi almeno in parte nel 2026, grazie soprattutto ai piani fiscali espansivi previsti in Paesi chiave come la Germania e ai forti investimenti necessari per il settore della difesa e per creare le infrastrutture necessarie ai data center. Tutto questo sarebbe in grado, sempre in base alle indicazioni di Lseg I/B/E/S, di propiziare una progressiva accelerazione della dinamica degli utili aziendali europei, che potrebbe culminare con un progresso su base annua del 13,2% nel quarto trimestre.