"Secondo me la partita sui dazi è persa, anche se è ancora aperta. Il nostro interlocutore storico, gli Stati Uniti, a differenza di tutte le altre negoziazioni, ha affrontato questa prova con baldanza e con il desiderio di essere temuto. Per questo modo dilettantesco di fare politica lo abbiamo un po' deriso per sei mesi… e poi abbiamo chinato il capo. Questo avrà conseguenze molto negative per l'Europa, e non sono sicuro che nel medio-lungo termine ne abbia di positive per gli Stati Uniti. Ma l'Europa ha malamente perso questa sfida, validando il metodo bullistico del presidente Trump nel gestire le relazioni internazionali".

In un'intervista rilasciata alla Stampa, Mario Monti non ha avuto la minima esitazione a criticare l'operato di Ursula von der Leyen nella trattativa sui dazi con Donald Trump. "Abbiamo il dovere di criticare sia la Commissione europea – e la sua presidente, che io tantissime volte ho sostenuto – sia i governi nazionali, alcuni in particolare", ha detto l'ex premier. Sarebbe bello che l'Europa potesse eliminare il diritto di veto in alcune materie, come la politica estera o quella fiscale. Allora sì che si farebbe valere. Ma se c'è un campo in cui gli Stati membri, tradizionalmente e giuridicamente, non dico siano assenti, ma lo sono molto meno che in altri, è quello del commercio internazionale".