Se proprio si vuole, si può dire che Ursula von der Leyen non possiede The Art of the Deal di Donald Trump, l’arte del fare accordi favorevoli. Per giudicare però i risultati del negoziato sui dazi transatlantici raggiunto domenica sul campo da golf in Scozia, è forse più corretto vedere quale sarebbe stato un esito diverso da ciò che si è concordato, dal punto di vista delle economie europee: durante un negoziato, le posizioni di principio devono fare i conti con le alternative. Queste, nel caso del confronto sulle tariffe alle importazioni europee minacciate da Washington, sarebbero state: dazi al 30% (o persino maggiori) sull’export verso l’America; contro-dazi che avrebbero alzato i prezzi su beni e servizi nei Paesi Ue; una guerra commerciale che le imprese europee non volevano; una fase di estrema incertezza. Oltre che, quasi certe, forti divisioni tra i 27 durante il braccio di ferro con Trump.