La donna occupa tutto lo spazio del quadro. Distesa su un triclinio rivestito di tessuto rosso, lascia indovinare le sue origini principesche da impercettibili dettagli: l’abito leggero e prezioso, lo scrigno dei gioielli, quello che resta di un’acconciatura elaborata ma ormai ridotta a una selva scompigliata di capelli. Ed è una donna disperata, sola, senza un’anima viva davanti alla quale esibire le vestigia del lusso. Non c’è dubbio: la donna del dipinto è una principessa ripudiata. È Arianna, figlia di Minosse, re di Creta, la donna che per amore ha tradito patria e famiglia e che dall’amore poi è stata beffata, perché si ritrova abbandonata su un’isola deserta.
Il mito di Arianna, una pittrice del Settecento e una domanda: l'amore è equilibrio o dismisura?
Le vite parallele (ma con destini differenti) della principessa cretese e di Angelica Kauffmann, l'artista che la dipinse abbandonata sull'isola di Nasso







