Questa è una storia di finzioni, malinconia, mostri fiabeschi e rivoluzioni. Comincia in un’antica dimora di Venezia, Palazzo Sandi. Il soffitto del salone principale è decorato con un affresco dai toni delicati, commissionato da una ricca famiglia settecentesca per celebrare l’acquisizione dell’edificio, nel 1724. Tra gli episodi raffigurati, tratti dalla mitologia greca, troviamo Bellerofonte che uccide la chimera: il corpo slanciato e sicuro del giovane che infilza il mostro cavalcando un cavallo alato ha tutta la forza immaginifica delle fiabe e a dipingerlo era stato chiamato un ventisettenne abile nell’uso del colore e del disegno: Giambattista Tiepolo.
Tiepolo, il mito di Bellerofonte e quella sensazione (che proviamo tutti) di vivere dentro una finzione
Il grande pittore settecentesco raffigurò una delle leggende più affascinanti







