E’ soprattutto grazie alle descrizioni di critici d’arte e pubblicisti attivi nei primi decenni del Novecento se oggi possiamo avere un’idea di quale dovesse essere lo splendore cromatico delle tre allegorie “Filosofia”, “Medicina” e “Giurisprudenza”, che l’Università di Vienna commissionò a Gustav Klimt nel 1894 per il soffitto dell’Aula Magna.

Nella primavera del 1900 “Filosofia” venne esposto in anteprima alla Secessione, causando grande clamore, e lo stesso avvenne per “Medicina” l’anno successivo, come pure per “Giurisprudenza” nel 1903, l’anno in cui le tre allegorie vennero presentate assieme.

L’Università giudicò le tre monumentali opere inadeguate e oltraggiose e le rifiutò. Fu uno scandalo che turbò fortemente il mondo dell’arte viennese e segnò per l’artista la fine delle committenze pubbliche.

Con l’aiuto di mecenati, in primis August Lederer, un Klimt furibondo restituì nel 1905 l’acconto ricevuto e si riprese i dipinti. “Filosofia” e “Giurisprudenza” vennero acquistati da Lederer, “Medicina” dalla Österreichische Galerie al Belvedere.

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