“Il compito dell’artista non è trovare una bellezza consolatoria, ma testimoniare l’intollerabile”. Oppure: “Chiunque abbia costruito il nostro mondo doveva essere un po’ pazzo. Se l’uomo fosse un aereo si schianterebbe sempre al suolo, per quanto è mal progettato”. E ancora: “Le donne hanno una connessione maggiore con la terra. Sono superiori a quegli uomini che per senso di inferiorità fanno di tutto per non farle emergere”. Sono alcune delle risposte che Anselm Kiefer dà a Riccardo Staglianò nell’intervista esclusiva che apre il Venerdì in edicola domani 23 gennaio con Repubblica.
Il pittore e scultore tedesco, da molti considerato il più grande artista vivente, presenta la sua nuova mostra, Le Alchimiste, un omaggio alle donne sapienti del passato. Dal 7 febbraio sarà a Palazzo Reale di Milano, in quella stessa Sala delle Cariatidi che dopo la Seconda guerra mondiale ospitò Guernica di Picasso.
Nato nel 1945 nella Germania distrutta dal conflitto, Kiefer nelle sue opere ha sempre lavorato con le macerie, la memoria, le paure vecchie e nuove. E oggi dice: “Non so come il mondo dovrebbe essere. Provo a fare qualcosa attraverso l’arte, mantengo la speranza che possa servire, senza sapere niente sul disegno finale”.






