Stai a vedere che l’accordo annunciato domenica, alla fine, non è un accordo fatto e finito... Che ci fossero una serie di dettagli da limare nelle settimane successive era chiaro fin da subito ma ora la diapositiva della stretta di mano Ma andiamo con ordine. Se su medicine e componenti elettroniche gli Usa hanno messo nero su bianco dazi al 15 per cento, secondo l’Ue, almeno per il momento, questi due prodotti non sono tassati. La sensazione, però, è che la mini-scure arriverà (forse si salveranno i farmaci generici, che potrebbero tornare anche a quota zero).

Quanto ai chip, sul piatto ci sarebbe anche un piano europeo da 40 miliardi per l’acquisto di circuiti integrati specializzati per l’intelligenza artificiale americani. Quanto invece alla digital tax, nella nota Ue non se ne parla, al contrario di quanto emerso da fonti americane. «Non tocchiamo il nostro diritto di regolamentare autonomamente lo spazio digitale. La dichiarazione della Casa Bianca afferma che abbiamo confermato che non adotteremo né manterremo tariffe di utilizzo della rete e che manterremo zero dazi doganali sulle trasmissioni elettroniche. È corretto. Ma ciò non interferisce con le nostre regole», ha spiegato il portavoce europeo al Commercio, Olof Gill. Non solo. Nel “Digital networks act”, atteso per metà dicembre, l’equo contributo alle “big tech” potrebbe riapparire sotto una nuova veste: non più come imposta secca ma come forma di cooperazione tra le compagnie di telecomunicazioni europee e i colossi Usa.