La Dda di Milano e la Dna hanno chiuso il primo filone della maxi inchiesta sulle presunte cyber-spie di Equalize e su dossieraggi con accessi abusivi in banche dati.
L'atto di conclusione indagini dei pm Francesco De Tommasi e Antonello Ardituro, che prelude alla richiesta di processo e con 202 capi di imputazione, è a carico di 15 persone, tra cui Enrico Pazzali, ormai ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell'agenzia investigativa, di esperti informatici come Nunzio Samuele Calamucci e dell'imprenditore Lorenzo Sbraccia.
L'ex superpoliziotto Carmine Gallo, tra gli arrestati il 25 ottobre, è morto a marzo.
Con un atto di 204 pagine e oltre 200 capi di imputazione, firmato dal pm De Tommasi della Procura diretta da Marcello Viola e dai colleghi della Dna Antonello Ardituro e Barbara Sargenti, nelle indagini del Ros dei carabinieri, gli inquirenti hanno chiuso la prima tranche, ossia quella che, a fine ottobre, aveva portato a quattro arresti, tra cui quelli di Gallo e Calamucci (che con i loro verbali poi hanno anche collaborato alle indagini), e a due misure interdittive. Respinte dal gip Fabrizio Filice, invece, le altre richieste di misure cautelari, tanto che i pm hanno fatto ricorso al Riesame per chiedere il carcere o i domiciliari, come aggravamento o meno, per 11 posizioni di indagati, tra cui Pazzali. Per lui chiesti i domiciliari, ma si attendono ancora tutte le decisioni del Riesame, dopo oltre quattro mesi dalle udienze.













