Il Tribunale del Riesame di Milano ha respinto il ricorso dei pm, contro il no del gip, che avevano insistito per gli arresti domiciliari per Enrico Pazzali, ex titolare dell’agenzia di investigazione Equalize ed ex presidente di Fondazione Fiera Milano, indagato nell’inchiesta sulle presunte cyber-spie e sui dossieraggi illegali con accessi abusivi alle banche dati. Inchiesta chiusa ieri a carico suo e di altre 14 persone. La decisione dopo oltre 4 mesi. L’udienza era stata il 19 marzo.

Il Tribunale, decidendo sui ricorsi della Procura, ha disposto gli arresti domiciliari solo per l’immobiliarista romano Lorenzo Sbraccia, già ai domiciliari in un altro filone dell’inchiesta. Respinte, invece, le altre richieste, tra cui quella per Enrico Pazzali. I giudici hanno, comunque, riconosciuto il “grave quadro indiziario” prospettato dai pm per tutti gli indagati, tra cui lo stesso Pazzali. Non necessarie, però, le misure cautelari.

La nota del tribunale del riesame

Il Riesame, si legge in una nota firmata dal presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, “ha depositato in data 30 luglio 2025 tutte le 12 ordinanze relative agli appelli presentati dal Pubblico Ministro nella vicenda giudiziaria connessa alla società Equalize”. In precedenza, “erano state depositate altre 4 ordinanze con declaratoria di inammissibilità”. I giudici, si legge ancora, “hanno ravvisato la sussistenza di un grave quadro indiziario in relazione alla prospettazione accusatoria per tutti gli indagati”. Soltanto relativamente alla posizione di Sbraccia, “in stato di detenzione per altra causa”, sono state ravvisate “anche esigenze di tipo cautelare con conseguente adozione della misura degli arresti domiciliari che ovviamente risulta sospesa dovendosi attendere l’eventuale giudizio di legittimità”. Ovvero Sbraccia potrà fare ricorso in Cassazione e nel frattempo la decisione dei giudici resta sospesa.