Premessa: districarsi nel gran coacervo dei dazi americani è più difficile che trovare un ago in un pagliaio. I dazi si vedono, e si sentiranno, ma ci vorranno settimane prima di avere un quadro preciso, prodotto per prodotto. E così, mentre gli urlatori di sinistra si sgolano per seminare allarmismo - «la sanità collasserà!», «il vino è morto!», «gli stabilimenti automobilistici chiuderanno!» - proviamo a fare ordine.

La base di partenza, come noto, è il 15 per cento generalizzato su quasi tutte le esportazioni europee verso gli Stati Uniti: si parla del 70 per cento del valore complessivo degli scambi, ovvero 380 miliardi di euro. Da venerdì (il primo agosto) quota 15 sarà la quota massima e conterrà - per citarne uno- il settore dell’automotive (veicoli e componentistica) che oggi è gravato da tariffe fino al 27,5 per cento. Le aziende italiane, dunque, torneranno a guadagnare competitività, rispetto alla Cina, sul mercato automobilistico americano. Anche per i prodotti farmaceutici e i semiconduttori, dopo l’iniziale incertezza, sono stati ufficializzati dazi al 15 per cento.

L’accordo siglato da Donald Trump e Ursula Von der Leyen, però, prevede anche uno scheda di esenzione reciproca - la cosiddetta formula “zero per zero” - su aerei (e relativi componenti), macchinari per semiconduttori, robotica avanzata, alcuni prodotti chimici, terre rare, materie prime essenziali, risorse naturali non disponibili negli Usa come il sughero e alcuni prodotti agricoli come noci, pesce lavorato e cibo per animali. Spazi di flessibilità, seppur calibrati, si estenderanno anche a tecnologia, intelligenza artificiale e criptovalute. In questo magico elenco, al momento, non compaiono vini e superalcolici. Ci sono ancora negoziati in corso e, stando a quanto filtra dai funzionari Ue, si è più vicini a strappare l’intesa per i secondi piuttosto che per i primi. L’Italia, insieme a Francia e Spagna, sta inoltre premendo anche sull’esenzione totale per i formaggi a pasta dura. Acciaio, alluminio e rame, come già annunciato, manterranno dazi del 50 per cento per esportazioni al di sopra di determinati volumi ma - novità - sarà introdotto un sistema di contingenti tariffari basato sui flussi commerciali storici. Sotto soglia, si applicheranno le normali tariffe, generalmente basse: i dettagli tecnici, in ogni caso, non sono ancora stati definiti e verranno perfezionati più avanti.