In attesa di conoscere il dettaglio di un accordo che per ora non c’è (ha ragione Federico Fubini nella sua analisi sul Corriere di oggi) meglio mettere in chiaro un aspetto del tutto sottovalutato nell’amara contesa tra Stati Uniti e Unione europea. L’esistenza di barriere doganali e di distorsioni al commercio internazionale non sono una novità degli ultimi giorni. Questo non vuol dire che siano un male al quale ci si debba giocoforza abituare. Alcune barriere tariffarie sono previste dallo stesso World Trade Organisation (Wto) per compensare aiuti di Stato e azioni di dumping, cioè di vendite sottocosto.