Oggi pomeriggio, nella sede romana della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo di via Giulia, a 42 anni dalla strage di via Pipitone Federico in cui fu ucciso il consigliere istruttore di Palermo Rocco Chinnici (insieme ai carabinieri di scorta, Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e al portiere del palazzo, Stefano Li Sacchi), il procuratore nazionale Giovanni Melillo intitolerà due sale al «padre» del pool antimafia dove lavorarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e al pubblico ministero di Roma Mario Amato, assassinato dai neofascisti dei Nar tre anni prima, il 23 giugno 1980.
Melillo (Dnaa): «Con la riforma si assottiglia l’indipendenza dei magistrati garantita dalla Costituzione. Due Csm? Nessun vantaggio»
Il procuratore nazionale antimafia: dubbi sulle rassicurazioni di Nordio










