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29 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:18

La riforma che separa le carriere in magistratura? “Che si prefiguri una sorta di obiettivo assottigliamento della trama costituzionale di garanzia dell’indipendenza della magistratura mi sembra quasi un’ovvietà che non varrebbe nemmeno la pena sottolineare”. Parola di Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, intervistato dal Corriere della Sera. Contestazione alla quale il guardasigilli Carlo Nordio replica sostenendo che nella sua riforma è scritto a chiare lettere come la magistratura inquirente resti un ordine ‘autonomo e indipendente”. Per Melillo, però, “la tenuta reale di questa rassicurazione, al di là delle intenzioni, è tutta da verificare, ma assai dubbia. Mi sembra evidente che il ruolo del pm risulterà collocato su un piano pericolosamente inclinato“.

Il capo della procura di via Giulia poi aggiunge: “Il funzionamento di un congegno istituzionale come quello che ruota attorno a due Csm completamente separati è difficile anche solo da immaginare. In ogni caso, nulla di buono ne verrà per l’efficienza dell’amministrazione della giustizia e la sorte dei diritti dei cittadini”. Il magistrato critica anche la novità del sorteggio puro per la scelta i componenti togati dei due nuovi Csm. “Anche a strenui assertori della necessità di giungere a ogni costo alla separazione delle carriere, quel meccanismo è apparso destinato a mortificare inutilmente l’autorevolezza dei nuovi organi di governo autonomo della magistratura”. E a proposito d’indipendenza del pm, Melillo invita “già oggi, e senza attendere modifiche costituzionali” a “riflettere attentamente sui rischi connessi all’azione di strutture di polizia giudiziaria che sviluppino visioni autoreferenziali o siano esposte a improprie influenze politiche per l’indebolimento dello scudo assicurato dall’indipendenza del pm”.