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31 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 19:34

L’indagine della Commissione Antimafia sulla strage di via d’Amelio? “Il mio convincimento è che stia allontanando, probabilmente definitivamente, la possibilità di arrivare ad una verità completa sulle stragi”. Parola di Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione nazionale Antimafia e magistrato esperto delle indagini sulle bombe del 1992 e 1993. Di Matteo è intervenuto al dibattito intitolato Mafia e Antimafia, tra riforme e passi indietro, insieme al procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita, moderato dal giornalista Giuseppe Pipitone, vice caporedattore e inviato de ilfattoquotidiano.it. L’evento è stato promosso dal Comune di Aci Castello con il coordinamento del consigliere delegato alla cultura Antonio Maugeri ed è stato trasmesso dai canali di Antimafia duemila.

“Da 30 anni di inchieste e processi noi possiamo ricavare un dato essenziale: con probabilità ormai vicina alla certezza storica Cosa Nostra non agì da sola. Quelle stragi hanno avuto una valenza politica e sono state compiute anche grazie alla partecipazione di uomini esterni a Cosa Nostra nella fase ideativa, organizzativa e perfino esecutiva”, ha aggiunto Di Matteo, passando in rassegna vari elementi che suggeriscono la collaborazione di esponenti esterni alla mafia nelle bombe del 1992 e 1993. “Le stragi non sono state fatte per un motivo di vendetta, ma per un’esigenza politica: oggi lo possiamo dire perché lo dicono alcune sentenze definitive”, ha aggiunto ancora il magistrato. Che poi ha commentato la condotta della Commissione Antimafia, impegnata a indagare sulla strage di via d’Amelio, concentrandosi soltanto sulla pista del dossier Mafia e Appalti. “Non si può accettare un approccio in cui le sette stragi non vengano collegate tra loro. Non si può capire perché è stato ucciso Paolo Borsellino se non si capisce perché è stato ucciso Giovanni Falcone e perché nel 1993 gli stessi personaggi che hanno avuto un ruolo nella strage di via d’Amelio, per esempio i fratelli Graviano, sono stati i protagonisti delle bombe nel Continente”, ha detto Di Matteo.