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5 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:08

“Non è una riforma della giustizia ma è una riforma contro i magistrati”. Da Napoli il sostituto Procuratore nazionale Antimafia Antonino Di Matteo commenta il referendum in tema di Giustizia, sul quale gli italiani saranno chiamati a votare nei prossimi mesi.

“Ascolto in questi giorni quelli che sono gli autori di questa riforma dire pubblicamente che se i cittadini non sono soddisfatti dell’andamento della Giustizia allora dovranno votare ‘Sì’ al referendum. Ma andateli a vedere questi articoli della riforma – spiega Di Matteo – non ce n’è uno che sposti di un centimetro almeno uno dei problemi principali, cioè quello della lentezza dei processi. Non c’è un solo articolo che sposti di un centimetro il tema delle garanzie per indagati e imputati o la condizione carceraria dei detenuti. Questa – prosegue Di Matteo – è una riforma della magistratura, sulla magistratura e contro la magistratura e contro l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Nei paesi ad esempio dove vige la separazione delle carriere, che oggi si vuole introdurre in questa riforma, gli uffici del Pubblico Ministero sono sottoposti al controllo dell’esecutivo e al controllo del Ministro della Giustizia, cioè alle direttive della politica e questa riforma, che in maniera ingannevole per i cittadini viene chiamata riforma della Giustizia è fatta proprio con uno spirito di rivalsa nei confronti di quella parte della magistratura che nei decenni scorsi ha avuto il coraggio e la forza, avendo autonomia e indipendenza dagli altri poteri, di fare – conclude Di Matteo – indagini e processi che hanno riguardato i potenti, che hanno riguardato il potere in Italia, che hanno riguardato le collusioni del potere con la criminalità organizzata e i sistemi corruttivi”.