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22 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:01
Con l’avvento del Ponte sullo Stretto di Messina fioccano allarmi da ogni parte, ma c’è una istituzione che ostenta una sfacciata indifferenza: la Commissione parlamentare antimafia guidata dalla on. Chiara Colosimo. Proprio lei, l’apostola del rapporto “mafia-appalti” come causale della accelerazione della strage di Via D’Amelio, davanti alla più gigantesca riproposizione del medesimo pericolo dai tempi del “sacco di Palermo” e del terremoto in Irpinia, cosa fa? Niente!
Non è bastato che il Presidente della Repubblica in persona intervenisse per sollecitare un ripensamento governativo sulla modifica al sistema dei controlli antimafia in origine prevista dal decreto “infrastrutture” fortemente voluto dal vice premier Matteo Salvini (a parte qualche timido segnale, ndr). Non è bastato che il capo centro DIA di Catanzaro, Beniamino Fazio, invitasse caldamente a togliersi dalla testa di poter costruire il ponte “tranquillamente”, immaginando cioè che la ‘ndrangheta non provi a “metterci lo zampino”, avvertendo inoltre che gli interessi della ‘ndrangheta sullo stretto di Messina sono radicati ed altolocati.






