È stato sufficiente un appunto riservato di 9 pagine, inviatogli dal finanziere spione Pasquale Striano, per convincere il nuovo procuratore antimafia, Giovanni Melillo, ad allontanarlo dalla Dna e a rivoluzionare l’Ufficio Sos (Segnalazione operazioni sospette) che, sotto la gestione di Federico Cafiero De Raho, si era reso protagonista di lavorazioni «abusive» di alert relativi alle finanze della Lega e all’acquisto di una casa da parte dell’allora sottosegretario Armando Siri.

È lo stesso super magistrato a spiegarlo in una nota al collega di Perugia, Raffaele Cantone, l’11 marzo 2024. Melillo racconta di aver incontrato in una sola circostanza Striano dopo il suo insediamento al vertice di Via Giulia. In quel faccia a faccia, aggiunge, «mi limitai a registrare sue lamentele per la mancanza di collaborazione del gruppo Ricerche della banca dati e a invitarlo a trasmettermi» un report «destinato sia a motivare quelle doglianze sia a formulare eventuali suggerimenti e proposte di miglioramento dell’organizzazione del settore di interesse». Dopo qualche tempo, il 26 agosto 2023, Striano gli invia una lunga e articolata mail. La cui lettura convince Melillo «definitivamente a ritenere urgente e non evitabile l’allontanamento dall’ufficio» di Striano.