DA VEDERE. E’ uno dei migliori film dell’estate “Una sconosciuta a Tunisi” di Mehdi M. Barsaoui, già apprezzato autore anni fa di “Un figlio”, con Fatma Sfar strepitosa protagonista. Racconta la drammatica storia di Aya, trentenne che vive con i genitori nel sud della Tunisia e per una circostanza particolare riesce a cambiar vita andando a vivere a Tunisi. Pressochè perfetta la sceneggiatura che rende scorrevole le poco più di due ore di film attraverso un ritmo che non concede soste e noia a chi vede il film, curati i dialoghi, adeguata l’ambientazione così il resto del cast che affianca la protagonista.

DA EVITARE. E’ il film più parlato dell’anno “Unicorni”, commedia di Michela Andreozzi ennesima testimonianza dell’attuale mediocrità del cinema italiano peraltro evidenziata nei giorni scorsi da Alberto Barbera alla presentazione della Mostra di Venezia. Al centro del racconto appassionante come una puntata dell’allucinante programma mattutino di Raiuno “Camper in viaggio” c’è un bambino che ama vestirsi come una femmina: intorno a questa situazione dibattono per lunghi interminabili 105 minuti - percepiti almeno 200 - il padre conduttore famoso di una radio locale romana riconosciuto ovunque “dal suo pubblico” manco fosse Linus, la nuova compagna, l’ex moglie, parenti vari, amici, conoscenti di vario tipo, l’inevitabile psicologa. Il film purtroppo non fa ridere (“Tu Joe hai scritto un libro, ma l’hai anche letto? una fra le battute) ma in effetti fa riflettere considerando che lo spettatore si chiede cosa l’abbia indotto ad andare a vedere un film così inutile.