DA VEDERE. E’ un film semplice e riuscito “La torta del presidente” di Hasan Hadl, premiato come miglior opera prima al Festival di Cannes. Lungometraggio autobiografico, ritrae l’Iraq del 1990 quando regnava il crudele dittatore Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, vive con la nonna in un villaggio nella palude, non si separa mai dal suo gallo, va a scuola a Baghdad. Un giorno durante una lezione ha la sfortuna di venire sorteggiata per preparare la torta di compleanno per Saddam, rito annuale a cui tutte le scuole devono aderire: la piccola comincia così a vagare senza un soldo in cerca degli ingredienti idonei a prepararla. Bravissima la protagonista Banin Ahmad Nayef, ottima la regia, singolare e interessante la sceneggiatura. Il film è stato girato in Iraq.

DA EVITARE. Oltre al bellissimo titolo, “Gli occhi degli altri” di Andrea De Sica di bello ha poco altro: film insulso, si trascina stancamente per 90 minuti (percepiti il doppio) senza guizzi, monotono, basandosi su una sceneggiatura vuota come il frigo del protagonista dello strepitoso film francese tuttora in cartellone “La mattina scrivo”, con dialoghi degni di una versione a luci rosse di “Uomini e donne” da proporre nelle notti eventualmente torbide di Canale 5. La storia attinge a un fatto di cronaca che fece scalpore nell’Italia degli anni Sessanta: una splendida isola di proprietà di un ricco marchese è teatro del rapporto morboso che si crea tra lui, Lelio, e l’attraente Elena. Convincenti i protagonisti Filippo Timi e una Jasmine Trinca mai così sexy, ex compagna di scuola del regista supponiamo un po’ più vestita in aula.