DA VEDERE. E’ un lungometraggio piacevole e che invita a riflettere “Divine Comedy” di Ali Asgari (“La bambina segreta”, “Kafka a Teheran”), uno dei tanti registi di talento che vanta la cinematografia iraniana. Descrive con ironia le vicissitudini di un quarantenne regista che cerca in tutti i modi di proiettare il suo nuovo film d’autore a Teheran sfidando la burocrazia e la censura che regnano nel suo paese. Il protagonista Bahram Ark ricorda Woody Allen e il Nanni Moretti di “Caro diario” con i giri in Vespa per le vie della città con la sua produttrice, divertenti i dialoghi e le singolari situazioni che si vengono a creare. Sullo sfondo, un regime che tutto controlla.

DA EVITARE. In teoria dovrebbe far ridere “Prendiamoci una pausa” di Christian Marazziti, commedia insulsa che affastella una serie di personaggi interpretati da alcuni rappresentanti del Gotha del cinema romano quali Marco Giallini, Ricky Memphis, Ilenia Pastorelli, Claudia Gerini e l’onnipresente Paolo Calabresi, uno che quando leggi il suo nome nel cast puoi entrare nella sala a fianco che qualsiasi film proiettino non te ne pentirai; manca purtroppo Sabrina Ferilli in versione Anna Magnani come nella fiction di Canale 5 “A testa alta - Il coraggio di una donna” ma poi sarebbero stati necessari i sottotitoli e quelli fatti bene costano. La storia descrive un momento di crisi fra tre coppie assai diverse tra loro attraverso dialoghi di una banalità disarmante e situazioni imbarazzanti come Giallini vestito da Hulk o quel miracolato di Saverio Raimondo come Hobbit. “Prendiamoci una pausa” dura 100 minuti, percepiti almeno 150.