DA VEDERE. Per chi ama una sera andare al cinema per rilassarsi e divertirsi è in sala “L’illusione perfetta” di Ruben Fleischer, terzo capitolo dell’ormai celebre saga sui maestri dell’illusionismo che alternano spettacoli da “tutto esaurito” a giganteschi furti con destrezza. Ritmo notevole, un cast di attori perfetti per il ruolo (su tutti Rosamund Pike), ambientazioni mirabili, dialoghi frizzanti sono le principali caratteristiche di questo action movie che sta conquistando il botteghino in tutto il mondo e di cui è già in preparazione un ulteriore seguito. Un film senza particolari pretese che fa trascorrere 2 ore piacevoli.

DA EVITARE. Sul podio del film più inutile dell’anno sale “Vas”, opera prima di Gianmaria Fiorillo che ritrae una storia d’amore e di dolore – soprattutto per gli spettatori che han pagato il biglietto – nata e sviluppatasi al computer dato che i due protagonisti non escono mai di casa. Loro sono la milanese Camilla e il napoletano Matteo, lei pur di compiacere lui è pronta a ferirsi e persino a fingere d’impiccarsi. Tutto girato quindi in interni, il film è appassionante come una puntata televisiva di “Oggi in Parlamento” e basandosi su attori che non sembrano scesi da un palcoscenico di Broadway riesce ad annoiare nonostante la breve durata di 93 minuti, anche se i percepiti sono almeno 180 come “Oppenheimer”. Sceneggiatura piatta e dialoghi mediocri (“Anche lì è Natale?”) per un film che testimonia il momento complicato che sta vivendo il nostro cinema che come qualità ora si avvicina purtroppo, usando un paragone televisivo, a Dazn.