DA VEDERE. Racconta in maniera delicata e con leggerezza una storia drammatica “Nino”, opera prima di Pauline Loques che conferma la qualità della cinematografia francese. Nino Clavel è un timido ventinovenne a cui viene diagnosticata una malattia da curare subito: nei tre giorni che lo separano dall’ingresso in ospedale perde le chiavi di casa e comincia a vagare per Parigi, va a trovare l’estroversa madre, incontra un’ex compagna di scuola, si annoia a una festa, soccorre il portinaio del suo stabile. Lui, bravissimo, è l’attore Theodore Pellerin. Splendida la colonna sonora.

DA EVITARE. La storia del terribile “Lee Cronin – La mummia”, ennesima rilettura non necessaria di un classico del cinema horror, sembra scritta da uno sceneggiatore a cui la fantasia non manca di certo, tipo Valeria Marini che ha detto in tv di aver scritto al Premier spagnolo Pedro Sanchez “ma lui non ha risposto”. Narra di una famiglia americana in Egitto per lavoro, un giorno la loro bambina incrocia una donna velata e sparisce. Otto anni dopo l’ormai adolescente Katie viene ritrovata viva addirittura all’interno di un sarcofago a bordo di un aereo precipitato: irriconoscibile, viene riportata a casa come niente fosse, come avesse trascorso tutti quegli anni in Italia a partecipare al programma di Raiuno “Voice Kids” perché trovare in giro per il mondo coach del calibro di Nek, Rocco Hunt e Clementino per imparare a cantare non è certo facile. E invece Katie è molto cambiata. Chi l’avrebbe mai detto. Dura ben 134 minuti, percepiti almeno duecento. —