DA VEDERE. Arriva dalla Francia il film da non perdere del fine settimana: s’intitola “Il caso 137”, è ben scritto e diretto da Dominik Moll, vanta come protagonista una straordinaria Lèa Drucker affiancata da un cast altrettanto efficace (Yoann Blanc, Antonia Buresi, Etienne Guillou-Kervern). Si narra di Stéphanie, ispettrice a Parigi che vigila sull’operato dei poliziotti e comincia a indagare sul caso di un ragazzo partito con la famiglia per partecipare a una manifestazione contro il governo e ferito da un proiettile antisommossa. La storia è ambientata alla fine del 2018, all’epoca dei gilet gialli.

DA EVITARE. E’ una sorta di soap opera storica con scene d’azione stile Lara Croft “Alla festa della Rivoluzione” di Arnaldo Catinari, candidato al podio di film più brutto dell’anno unitamente a “Benvenuti in campagna” in questi giorni nelle sale. La storia è più confusa di un qualsiasi discorso di Lele Adani a “La Domenica Sportiva”. Nel 1919 Fiume è stata conquistata da Gabriele D’Annunzio e dai suoi legionari, il Vate ha progetti visionari indotti anche dalla cocaina di cui è solerte consumatore, il suo fedele medico è alla ricerca dell’amata moglie anarchica che ad inizio film ha cercato di far saltare in aria pure lui in un attentato mentre nella sua esistenza s’insinua la spia russa Beatrice con cui si cimenterà in un uno spassoso esperimento tra la vita e la morte degno di Giucas Casella; a loro si aggiunge il subdolo capo dei servizi segreti italiani che tra una sparatoria e l’altra cerca di trascinare il Vate da Mussolini. A parte Riccardo Scamarcio, il resto del cast sembra uscito da un fotoromanzo. Il film dura 98 minuti, percepiti 150.