DA VEDERE. È un film duro “Una ragazza brillante” di Agathe Riedinger. Ritrae una giovane dal temperamento ribelle che abita con la madre e la sorellina in una cittadina francese: si chiama Liane, vive per apparire. “Se sono bella, la gente mi guarda. Se la gente mi guarda sono desiderata” dice ad un certo punto e per riuscirvi arriva persino a trasformare il suo corpo inseguendo il sogno di partecipare al reality show tv “Miracle Island”. Brava la protagonista Malou Khebizi, efficace la sceneggiatura. Ennesimo esempio di un cinema francese che raramente delude.

DA EVITARE. “Una famiglia sottosopra” di Alessandro Genovesi è uno dei film più brutti dell’anno. La storia, vista e rivista negli ultimi anni sugli schermi, deriva da una pellicola francese e racconta di una strampalata famiglia che va a trascorrere una breve vacanza a Gardeland, la mattina dopo l’arrivo ciascun componente si sveglia nel corpo di un altro. I protagonisti sono addirittura sei, un po’ troppi considerando la qualità non eccelsa della sceneggiatura. Commedia che in teoria dovrebbe far ridere, presenta alcuni momenti sentimentali che ricordano le interviste di Pierluigi Diaco in “BellaMa'” nel primo pomeriggio di Raidue tanto sono innaturali. Per quanto riguarda le interpretazioni a parte Luca Argentero e Valentina Ludovini il resto del cast convince lo spettatore che in Italia per fare un film non è necessario saper recitare. Un po’ come condurre programmi televisivi, Diletta Leotta e Pino Insegno ne sono chiari esempi. Il film dura 85 minuti, percepiti 148.