DA VEDERE. Arriva dalla Francia il film da non perdere: s'intitola "Buon viaggio, Marie", segna il riuscito esordio alla regia dell'attrice Enya Baroux ispirato alla vita della nonna a cui è dedicata l'opera. In un alternarsi di momenti divertenti ad altri drammatici, racconta di un'anziana signora che alla notizia di avere un male incurabile decide di andare in Svizzera per porre fine alla sua vita e chiede al bislacco figlio pieno di debiti ed alla nipote particolarmente vivace di accompagnarla millantando una presunta eredità. Con loro sul camper un bizzarro assistente sociale. Strepitosa la protagonista Helene Vincent, ottimo anche il resto del cast.
DA EVITARE. È un film involontariamente comico "Breve storia d'amore" di Ludovica Rampoldi, lungometraggio dal genere indefinibile tanto è strampalato. Comincia un venerdì sera con Rocco che gioca a scacchi e poi boxa sul ring, arriva al solito bar che frequenta con il volto tumefatto, incontra Lea, tra loro nasce una relazione. Lui (Adriano Giannini) è un sismologo sposato con una psicanalista (Valeria Golino) ed ha una passione smisurata per le formiche, lei (Pilar Fogliati) scrive su una rivista e vive con un attore (Andrea Carpenzano) che recita male sia nel film che stiamo vedendo sia nella fiction tv inserita nel racconto. La scena dell’albergo con Lea e Rocco che si mettono a cantare all’improvviso “Sarà perchè ti amo” con una coppia di amanti è fra le più incredibili dell’anno. Tra le altre imbarazzanti particolarità del film figurano i dialoghi che sembrano opera degli amici di "Una notte a Las Vegas" al risveglio dopo i bagordi e la colonna sonora che irrompe a capocchia nel 98 minuti del film (percepiti il doppio).






