DA VEDERE. Quando si legge il nome di Laure Calamy ("Un vizio di famiglia”, “Full Time”) si entra in sala convinti di vedere un bel film: è il caso di “Tutto l’amore che serve” di Anne-Sophie Bailly con l’attrice francese impeccabile nel ruolo della mamma di un giovane disabile cognitivo fidanzato con una ragazza come lui. Lei aspetta un figlio, entrambi sono felici e sfidano le perplessità dei rispettivi genitori. “Mon inséparable”, questo il titolo originale, affronta un tema complesso con rigore, senza il tono lacrimevole tipico del cinema italiano, attraverso una sceneggiatura ben scritta, con dialoghi efficaci, ambientando la storia in una triste cittadina ideale per il racconto, con bravi attori.

DA EVITARE. Era da tempo che non si vedeva al cinema una baracconata come “Ballerina”, il film d’azione di Len Wiseman che s’inserisce senza merito nella saga di John Wick, il quale appare con la consueta aria svagata in due momenti di questo action movie fracassone. Si comincia con una bambina con in mano un carillon insanguinato, si chiama Eve ed è destinata a diventare una combattente imbattibile in cerca di vendetta nei confronti della setta che le ha ucciso il padre. Per sgominare la potente organizzazione Eve userà ogni mezzo: coltelli, pistole, fucili, mitragliatrici, bombe a mano lanciate ovunque, lanciafiamme. Il momento involontariamente più comico è quando viene braccata dagli abitanti di un intero paese innevato, salumiere e barista compresi (“sta andando verso il macellaio” si sente gridare). Brava la protagonista Ana de Armas vista di recente in “Eden”, i dialoghi sono di un livello talmente basso che sembrano opera della nuova coppia partorita dalla Rai per “Uno mattina Estate”, Carolina Rey e Alessandro Greco.