DA VEDERE. La scena del ballo in mezzo alla strada intorno alla mezzora vale da sola il prezzo del biglietto: “The Life of Chuck” è uno dei film più affascinanti di questo inizio di stagione cinematografica, un titolo che ti rimane nella mente a lungo come ormai raramente succede. La storia, nata dal genio di Stephen King che l’ha trasferita in un racconto, s’incentra sul personaggio di un uomo qualunque che vive con la famiglia in una cittadina della provincia americana: ricordi e passioni si alternano nella vita del trentanovenne Chuck. Bravissimo il protagonista Tom Hiddleston, accurata la regia di Mike Flannagan, eccellente la fotografia di Eben Bolter e la scenografia firmata da Steve Arnold.

DA EVITARE. Il cinema italiano è ormai solito rifare con esiti mediocri i titoli di altre cinematografie a cominciare dalla francese, Hollywood invece ama portare avanti fino allo sfinimento degli spettatori le saghe: è il caso di “Tron: Ares” di Joachim Ronning, fantasy imperniato sulle gesta di un guerriero creato dall’Intelligenza Artificiale a cui intende poi sottrarsi. Terzo capitolo della serie disneyana, è appassionante come uno dei tanti programmi di Amadeus su Nove che non vede nessuno. Ne è mattatore lo stravagante Jared Leto, il quale durante la lavorazione oltre ad aver scelto di non parlare mai si faceva chiamare da tutti direttamente Ares dimostrando che, in confronto, il Mago Otelma è uno centrato. Il fragoroso rumore nel film non consente allo spettatore di appisolarsi durante le due ore di proiezione, percepite quasi tre. —