DA VEDERE. Per il momento è il film più insolito della stagione “DJ Ahmet” di Georgi M. Unkovski, acclamato al Sundance Film Festival dove si è aggiudicato il premio del pubblico ed ora nei cinema italiani grazie all’intraprendenza della casa di distribuzione Movies Inspired. Al centro del racconto, l’incrocio tra il mondo rurale e la modernità con il giovane Ahmet che vive in un villaggio della Macedonia del Nord dove bada con la famiglia a un gregge di pecore mentre si appassiona alla musica e s’invaghisce di una ragazza promessa in matrimonio a un altro. Adeguati gli interpreti, suggestiva l’ambientazione.

DA EVITARE. La principale qualità de “La vita va così” è la colonna sonora che accompagna una storia che si trascina stancamente per due ore – percepite almeno tre – sulla base di una sceneggiatura scontata e senza sussulti. La vicenda del pastore sardo che resiste fra lo sconcerto degli abitanti del paese al colosso immobiliare milanese che si vuole impossessare della sua terra per costruire un lussuoso resort è stata trasformata dal regista Riccardo Milani in una commedia che non fa ridere, piena di sentimenti melensi alla “This is me” di Canale 5, con Aldo Baglio addirittura coprotagonista che è come mettere l’onnipresente Francesco Paolantoni a condurre la domenica mattina su Raiuno “A sua immagine – Viaggio nel Giubileo”. A fianco di Baglio non spicca Virginia Raffaele, facilmente dimenticabile anche l’interpretazione di Geppy Cucciari.