DA VEDERE. E’ un film brillante e originale “A cena con il dittatore” ottimamente scritto e diretto da Manuel Gomez Pereira e valorizzato da un gruppo di attori eccellenti. Teatro dell’amena commedia la Spagna del 1939, in particolare un lussuoso hotel di Madrid scelto per celebrare con una cena sontuosa il trionfo del Generale Franco. Peccato che i cuochi più rinomati siano tutti in galera in quanto repubblicani. Semplicemente geniale la scena finale di un film pluripremiato in Spagna anche al botteghino.
DA EVITARE. Regna il caos in “Cena di classe”, commedia di Francesco Mandelli basata su una sceneggiatura di una banalità disarmante che sembra scritta da un telespettatore in stato confusionale dopo aver visto prima “I fatti vostri” su Raidue e poi “La volta buona” su Raiuno. Racconta una storia decisamente non nuova: alcuni ex compagni di liceo si ritrovano a distanza di anni per il funerale di un amico, ricordano quei tempi, bevono tanto, perdono addirittura la bara, si risvegliano e cominciano a cercarla nella loro vecchia scuola. Tanti gli attori impegnati, gran parte dei quali meno portati alla recitazione della pecora che all’improvviso compare sulla scena con l’onnipresente “showman” Giovanni Esposito. Ricco di situazioni incomprensibili e di dozzinali messaggi alla ricerca di un futuro migliore, il film dura 94 minuti ma i percepiti sono almeno 150.






