DA VEDERE. A pochi mesi di distanza dal bellissimo “L’orchestra stonata”, tuttora al Greenwich, ecco un altro film ambientato nel mondo della musica classica: s’intitola “Divertimento”, la regista Marie-Castille Mention-Schaar l’ha girato sulla base della storia vera di Zahia Ziouani, una fra le non molte direttrici d'orchestra di fama mondiale che ha voluto collaborare alla realizzazione di questo eccellente lavoro. Si comincia nel 1995 nei sobborghi di Parigi, la macchina da presa segue le vicende di due sorelle diciassettenni che sognano di diventare rispettivamente direttrice d’orchestra e violoncellista. Brave le protagoniste Oulaya Amamra e Lina El Arabi, rigorosa la sceneggiatura, efficace l’ambientazione.
DA EVITARE. “Il bacio della cavalletta” di Elmar Imanov s’inizia con il protagonista che guarda fuori dalla finestra con quell’aria assente che lo accompagnerà per tutto il film - durata 128 minuti, percepiti il doppio -, chiude la tenda e va a dormire con la pecora che vive con lui. Questa prima scena induce subito lo spettatore a pensare di aver sbagliato sala ma se rimane fino alla fine potrà dire di aver visto uno dei film più allucinanti del decennio. Il personaggio su cui s’incentra si chiama Bernard, non ride mai, sogna di volare come una cavalletta, ha un rapporto tanto stretto quanto conflittuale con il padre, litiga sovente con la bella fidanzata a cui sembra preferire la pecora. La sua odissea esistenziale - come la definisce un noto sito di cinema - diventa quindi la nostra per un paio d’ ore, un po’ come sottoporsi alla visione su Italia Uno di “Sarabanda Celebrity” con l’ilare Enrico Papi, fra i miracolati di questo Paese, alla guida






