Nel bailamme (quotidiano) dei dazi, che vede opposti gli Usa ai vari altri Paesi, rischia di passare sotto silenzio una decisione che può avere conseguenze devastanti per gli anni a venire.

Ci riferiamo alla intenzione della Ue di consentire alle imprese americane di sottrarsi, al di là di qualche tecnicismo, alla Global minimum tax. Tutto è iniziato al G7 dello scorso 28 giugno, con l’annuncio di un accordo volto a escludere le multinazionali con capogruppo negli Stati Uniti dall’applicazione della Global minimum tax sulla base di una supposta equivalenza tra la Gilti americana e la Gmt. È chiaro che non si tratta formalmente di una delibera dell’Unione europea, ma tre membri del G7 – Francia, Germania e Italia – appartengono alla Ue, uno (la Gran Bretagna) pur formalmente fuori, su queste tematiche agisce di intesa con la stessa, gli Usa sono i diretti interessati: i conti sono presto fatti, senza dimenticare che la Ue partecipa al G7 anche con il presidente del Consiglio europeo e con il presidente della Commissione. A fugare ogni dubbio sulla ispirazione europea della decisione, ecco nei giorni successivi la percezione che Germania e Italia siano favorevoli al proseguimento del negoziato sui dazi, e avrebbero appunto convinto von der Leyen ad agire nella direzione della esenzione dalla Gmt per le imprese Usa.