BRUXELLES Archiviato il vertice della Nato a L’Aja, i Ventisette si sono riuniti ieri per il tradizionale summit europeo prima della pausa estiva. È emersa preponderante la questione della messa in pratica dei gravosi impegni militari appena presi a livello atlantico. Sempre sul fronte atlantico, i Ventisette devono capire come intendono affrontare la volata finale nel negoziato con Washington sui dazi commerciali - il 9 luglio scadrà (salvo rinnovo) il periodo di grazia concesso dalla Casa Bianca.
In marzo, Bruxelles presentò un Libro Bianco sulla difesa. Ieri i Ventisette hanno chiesto alla Commissione di preparare una tabella di marcia da qui al 2030. Ha precisato un funzionario europeo: «I leader hanno sottolineato la necessità di affrontare – in modo concreto e urgente – le carenze critiche in termini di capacità, la questione del finanziamento di maggiore spesa per la difesa, e il tema dei partenariati con i paesi che condividono gli stessi obiettivi».
Dietro alla richiesta del Consiglio europeo si nascondono non pochi nodi. Secondo le informazioni raccolte a margine del vertice, alcuni capi di Stato e di governo hanno posto con angoscia anche la questione finanziaria relativa agli obiettivi di spesa militare decisi a livello atlantico (si tratta di passare dal 2 al 5% del prodotto interno lordo entro il 2035). Solo la Grecia avrebbe parlato esplicitamente di debito in comune. Molti paesi invece hanno chiesto ulteriore flessibilità di bilancio.












