L’Aia, 23 giu. (askanews) – Difficile da immaginare un momento più complesso per il summit Nato che si apre ufficialmente domani all’Aia, ma che già oggi pomeriggio scalda i motori con una conferenza stampa del segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte. Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e i suoi omologhi della NATO (compreso il presidente del Consiglio Giorgia Meloni) si riuniranno per quello che potrebbe essere un vertice storico, anche se differenze di vedute sono talora in agguato fra i 32. Il contesto è particolare, per gli alleati che comunque in anni difficili hanno dimostrato compattezza. In particolare dopo gli attacchi chirurgici Usa “Midnight hammer” che in queste ore di vigilia hanno colpito i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz ed Esfahan. Ma certo è messo a dura prova anche il cosiddetto asse dello sconvolgimento (Axis of Upheaval, secondo il termine coniato da due geopolitologi di Foreign Affair Fontaine e Kendall-Taylor) che dovrebbe legare l’Iran con Cina, Russia e Corea del Nord.

L’Alleanza si è dimostrata forte in questi anni. Dinnanzi alla guerra esterna – alle porte di casa per gli europei – scatenata da Mosca nel febbraio 2022 in Ucraina la coesione ha prevalso su tutto. Ma ora c’è anche una partita interna e si gioca sul fronte delle spese per la difesa: dal suo arrivo alla Casa Bianca (e anche prima) Donald Trump ha detto con chiarezza che serviva un impegno ben maggiore. E a pochi giorni dal summit le cose sembravano sistemate: lo si leggeva dall’ottimismo di Rutte, sul fatto che i Paesi membri europei e il Canada si sarebbero impegnati a investire nella difesa proporzionalmente agli Usa. Poi però la Spagna ha respinto il nuovo obiettivo Nato del 5% del prodotto interno lordo per la difesa (3,5% più un 1,5% in infrastrutture), definendolo “irragionevole”.