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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha davanti alcuni scenari possibili sulla guerra che ha cominciato cinque giorni fa con l’Iran. Potrebbe finire presto con un negoziato tra iraniani e statunitensi. Potrebbe continuare con l’aggiunta di un intervento militare degli Stati Uniti. E potrebbe anche trascinarsi a lungo e senza risultati, con un aumento progressivo della distruzione e delle vittime civili. Vediamo come.
Dal punto di vista di Netanyahu, Israele ha ottenuto alcuni successi nei primi giorni di guerra. Un primo successo è che ha ucciso i leader militari iraniani più esperti e importanti e anche alcuni scienziati civili che lavoravano al programma di ricerca nucleare. Un secondo risultato è che ha ottenuto il controllo pieno dello spazio aereo dell’Iran: gli aerei israeliani ormai bombardano con facilità la capitale Teheran e altri luoghi perché le difese aeree iraniane sono state distrutte nelle prime ore della guerra. Da quando è cominciata la guerra gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 224 persone iraniane e gli attacchi iraniani di risposta hanno ucciso almeno 24 israeliani.
Sono risultati temporanei, per Israele. L’Iran sta rimpiazzando i generali uccisi e prima o poi riuscirà a sostituire anche gli scienziati che lavoravano al programma di ricerca nucleare. Inoltre uno degli obiettivi principali di questa guerra era distruggere i siti della ricerca nucleare, ma uno dei più importanti, quello di Fordo, è dentro a un tunnel scavato nel fianco di una montagna e quindi è protetto da uno strato di roccia molto spesso. A Fordo ci sono migliaia di centrifughe che arricchiscono l’uranio e lo trasformano nel materiale necessario a costruire una bomba atomica.











