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La guerra aerea tra Israele e l’Iran potrebbe trasformarsi in uno scontro di resistenza, in cui ciascuno dei due paesi cercherà di consumare le riserve militari ed economiche dell’altro. Finora la guerra è stata combattuta a lunghissima distanza. Tutti i giorni i caccia israeliani percorrono gli oltre 1.500 chilometri in linea d’aria necessari per raggiungere la capitale iraniana Teheran, in un viaggio lungo e logisticamente complesso. L’Iran risponde ai bombardamenti con lanci quotidiani di costosi missili balistici a lunga gittata.

Questo tipo di guerra può esaurire rapidamente le risorse di due paesi come Israele (che è piccolo) e l’Iran (che non è tanto ricco). Per ora però entrambi sembrano pronti ad andare avanti a lungo. L’esercito israeliano in particolare ha detto che le sue operazioni, iniziate nella notte tra il 12 e il 13 giugno, richiederanno almeno due settimane, e molti analisti sostengono che la guerra aerea potrebbe durare molto di più.

Questo potrebbe mettere alla prova gli apparati militari e le società di entrambi i paesi. Al momento secondo le fonti ufficiali sono state uccise più di 200 persone iraniane e più di 20 israeliane.

Israele è chiaramente il paese militarmente più avanzato dei due. In poco tempo ha ottenuto la superiorità aerea su Teheran e sta di gran lunga infliggendo i danni maggiori. Ma al tempo stesso è un paese piccolo, che sta affrontando costi enormi: secondo una stima citata dall’Economist, ogni giorno di bombardamenti sull’Iran costa circa 300 milioni di dollari. A questo bisogna aggiungere i costi altrettanto elevati di intercettare i missili lanciati dall’Iran, che secondo una stima citata da Haaretz costa fino a 290 milioni di dollari al giorno.