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Nella guerra aerea tra Israele e Iran, i paesi arabi si trovano a reagire a uno scontro tra due stati che reputano entrambi ostili o comunque problematici, e nei confronti dei quali hanno rapporti ambivalenti. Si trovano anche a reagire a una situazione nuova: questa è la prima volta da tempo in Medio Oriente che una guerra non coinvolge direttamente nessun paese arabo. Come ha raccontato l’Economist, in Libano c’è un certo sollievo davanti al fatto che i missili e i caccia sorvolano sì il territorio del paese, ma non lo colpiscono.
Anche per questo i paesi arabi, sia quelli del cosiddetto Levante (Giordania, Libano, Siria) sia quelli del Golfo Persico (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Kuwait, Bahrein), non hanno ancora preso una posizione chiara su quello che sta succedendo. Quasi tutti hanno condannato l’attacco di Israele, ma non vogliono davvero difendere l’Iran, nemmeno a parole.
Tanto Israele quanto l’Iran sono isolati in Medio Oriente: Israele ha una storia decennale di guerre con i paesi arabi e tuttora non è riconosciuto da molti di loro. L’Iran, invece, è il più grande paese sciita e a maggioranza etnica persiana in una regione in cui quasi tutti gli altri paesi sono sunniti e arabi, e questo ha spesso portato a scontri e ostilità.











