L'attacco di Israele all'Iran sembra aver colto di sorpresa il regime di Teheran che si e' trovato impreparato e oggi è vulnerabile, con opzioni molto limitate. Tra quelle verosimili, ma non è chiaro quanto realizzabili, c'e' addirittura un colpo di Stato dei Pasdaran contro la struttura clericale per mantenere il potere. È la lettura fatta all'AGI da Emanuele Ottolenghi, senior advisor per 240 Analytics, ex direttore del Transatlantic Institute di Bruxelles e in passato Senior Fellow della Foundation for Defense of Democracies di Washington. Davanti all'ennesimo fronte di guerra aperto dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, l'analista ha sottolineato come la Repubblica islamica "sorprendentemente, pur sapendo da anni che questa possibilita' esisteva, sembra essersi trovata profondamente impreparata a questo scenario e con delle opzioni molto limitate".
Per Ottolenghi, "in questo momento il potere escalatorio iraniano inizia e finisce con il lancio dei missili balistici perché si sono giocati le loro carte migliori, in particolare quella di Hezbollah, prima che questo scenario si verificasse. In fondo - ha proseguito - Hezbollah non era soltanto una proiezione di potere egemonica dell'Iran nella regione, ma era anche un po' la prima linea difensiva e di deterrenza contro Israele proprio nel caso avvenisse uno scontro sul programma nucleare iraniano".














