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13 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:48

È vero che l’attacco israeliano contro l’Iran non è stato una sorpresa in termini di tempistica o intenzione, ma la natura dell’operazione evidenzia una svolta fondamentale. Non si tratta di una semplice risposta militare limitata: siamo di fronte a una strategia ben definita volta allo smantellamento interno del regime iraniano. L’operazione è il risultato di anni di lavoro di intelligence, complesso e stratificato, una versione evoluta del “fattore sorpresa” che Israele aveva già utilizzato in Libano, come nel famoso attentato al Bayjar contro Hezbollah.

La novità è rappresentata dalla precisione e dall’intensità di queste azioni: Israele sembra operare con un livello di infiltrazione e selettività tale da sollevare dubbi profondi all’interno dell’Iran sul grado di penetrazione israeliana e sull’identità dei possibili collaboratori interni. La questione oggi in Iran non è più se vi sia stato un’infiltrazione, ma quanto è profonda e chi ne è parte.